24/07/2007

Cresce la banda larga in Italia

Per il Bel Paese la velocità sta diventando una commodity: siamo quarti in Europa e il numero delle connessioni continua a salire.

Da: Data Business, 26/06/07


In Italia il numero totale delle connessioni a gennaio 2007 è salito a 8.498.910, con una crescita del 23,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati, che sono il risultato di una ricerca semestrale dalla Commissione europea, tratteggiano uno scenario che spiega come gli internauti italiani amino la velocità e stiano portando il mercato della banda larga in una posizione rilevante in Europa: il popolo del Bel Paese si colloca infatti al quarto posto, preceduto solo da Francia, Germania e Regno Unito, e davanti a Spagna, Olanda e Belgio.


Malgrado i segnali positivi, l'aumento delle connessioni rispetto allo scorso anno nel nostro Paese ha subito una leggera contrazione e il tasso di penetrazione, che si attesta al 14,5%, è sotto il 16,2% della media europea. I dati della Commissione indicano in generale uno sviluppo molto rapido della banda larga nel Vecchio Continente, con un ritmo di crescita del mercato pari a 53.768 nuove linee al giorno. L'84,4% delle connessioni totali è fornita su piattaforma Dsl, mentre il 15,6% utilizza tecnologie alternative, che hanno registrato una crescita del 14,95% rispetto al luglio 2006.


Al primo gennaio 2007 il numero totale di linee a banda larga nella Ue si è attestato su 80.047.141, con una crescita del 16,8% dal primo luglio 2006 e del 35,7% da gennaio dello stesso anno. È aumentata la quota di mercato degli operatori nuovi entranti, pari al 52,8%, mentre la quota delle connessioni fornite dagli operatori incumbent (47,2%) è in discesa continua dal 2003.

12/07/2007

"GOAL KEEPER PLATFORM" per Fitness First International

È previsto per questi giorni il rilascio di Goal Keeper Platform, la piattaforma internazionale di retention & CRM realizzata da ECRM Italia per Fitness First International.

Con circa 400 club oltre 1.000.000 di soci frequentatori in Europa e una capillare presenza in Asia, Australia e USA, Fitness First International risulta essere la più grande catena di fitness centre a livello mondiale.

Il progetto, dopo un primo test positivo in Italia, è ora attivo anche in Olanda, Francia, Spagna e Belgio.

Essendo la fidelizzazione del cliente strategica, l'Azienda si è rivolta ad ECRM Italia per realizzare un progetto integrato di CRM con l'obiettivo di ridurre significativamente il tasso di abbandono dei soci. Il progetto è stato denominato Goal Keeper Platform e consiste in una piattaforma customizzata web based raggiungibile da ogni club grazie ad un semplice client; la piattaforma consente di raggiungere efficacemente i seguenti obiettivi:

Reporting (aggiornato in tempo reale, accessibile a 3 differenti livelli, basato su un modello paneuropeo di reportistica dei risultati, con la creazione di report ad hoc sui principali KPI, navigabili e fruibili in tempo reale via web, esportabili in formato excel)
Activity Management (gestione online e in tempo reale dell'agenda di attività quotidiane del Customer Care Manager e reporting relativo ad ogni attività pianificata)
Member relationship Management (sistema di alerting, scheduling, sincronizzazione calendario e messaggistica personalizzata per interagire direttamente con i soci del club tramite telefono, sms, email)

È prevista per ottobre 2007 l'implementazione di una nuova sezione dedicata ai Personal Trainers allo scopo di migliorare le attività di customer satisfaction & retention management. Inoltre, sempre nell'ottica del miglioramento del servizio e della relazione con il cliente, la piattaforma si sta arricchendo di nuove funzionalità (emailer, file-sharing, …) indispensabili per tutte quelle funzioni aziendali che più da vicino si interfacciano l'utente finale, come ad esempio i customer care managers, i responsabili marketing, i group fitness managers.

ECRM Italia, società specializzata in CRM e relationship marketing, è partner di Fitness First International nella gestione, manutenzione, implementazione e sviluppo della piattaforma e delle attività correlate, mettendo a disposizione il proprio know-how tecnologico e la propria consulenza di marketing per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.


Per informazioni: Chiara Davanzo

02/07/2007

Web advertising a gonfie vele negli Usa: 35 miliardi entro il 2011

Il gap che l'Italia paga nei confronti degli Stati Uniti per quanto riguarda il "consumo" di Internet è come noto parecchio consistente, anche se a più riprese molti addetti ai lavori che operano nel Belpaese hanno ribadito come il Web nostrano si stia finalmente avviando alla piena maturità, guardando con attenzione ai servizi della Rete di seconda generazione.

I dati resi noti dalla PricewaterhouseCoopers nel proprio rapporto "Global Entertainment and Media Outlook" sono in ogni caso un parametro significativo per capire come nella terra dove Internet è nata e diventata grande i volumi di spesa prodotti dalla pubblicità on line e dai consumatori per accedere al Web siano tutt'oggi in forte sviluppo. Stando alla società di ricerca, infatti, la crescita combinata della domanda su base annuale è prevista in crescita a doppia cifra almeno fino al 2011, trainata da una parte dalle connessioni ad al alta velocità e dall'altra dalla diffusione di siti di social networking e per il digital entertainment.

In soldoni la sommatoria fra investimenti pubblicitari e costi per l'accesso alla Rete negli Usa potrebbe arrivare a valere fra quattro anni poco meno di 75 miliardi di dollari, dai 47,2 miliardi consolidati a fine 2006.

Quello dell'advertising on line, in particolare, è un business in crescita di oltre il 10% e tale curva di sviluppo confermerà gli States quale primo mercato al mondo in questo campo con oltre 35 miliardi di dollari stimati per il 2011, nonostante per quel tempo sarà la Cina il Paese con il maggior numero di utenti del Web. Fondamentale, alla causa statunitense, il ruolo di "hub" (da centrale cioè per erogare servizi voce, dati e video, Tv compresa) che Internet è destinato a fare proprio su scala globale nei prossimi cinque anni. Del 7,1%, invece, l'incremento previsto da PwC per quanto riguarda la spesa dei consumatori americani per gli accessi, che ammonterà alla fine del periodo considerato a circa 43 miliardi di dollari.

Gli investimenti in infrastruttura profusi dagli operatori di telecomunicazioni faranno il paio con la "voglia matta" di banda larga da parte degli utenti per modificare sostanzialmente lo scenario del business degli accessi negli Usa: le classiche connessioni "dial-up" via doppino telefonico, questo sentenzia il report di cui sopra, perderanno mediamente circa il 25% in valore ogni anno mentre i collegamenti "broadband" sono destinati a crescere dell'11,9% per arrivare a generare oltre 41 miliardi di dollari di fatturato entro il 2011. Fra poco meno di quattro anni gli utenti a banda larga attivi negli States saranno 89 milioni, in virtù di un incremento annuo composito del 12,2%.

Numeri che fanno impallidire quelli dell'Internet made in Italy? La risposta è scontata, nonostante pure in Italia il mercato della pubblicità on line stia correndo a doppia cifra.

Il problema, semmai, è di natura dimensionale: le cifre in gioco sono ancora così modeste che per farsi notare dovrebbe crescere – e il "consiglio" è stato lanciato da Massimo Martini, General Manager di Yahoo! Italia, in occasione della presentazione agli inserzionisti italiani della nuova piattaforma di search advertising Panama - a tre cifre, superando di slancio freni inibitori ormai atavici (vedi la diffusione parziale degli accessi broadband) e consuetudini che fanno da tappo allo sviluppo in chiave marketing del Web (come il peso dominante della Tv nel mercato pubblicitario).